intestazione


Caterina Farnese, Principessa e Carmelitana


Il vecchio monastero di Borgo Felino fu danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale e ancor più in seguito al memorabile scoppio della Cittadella (1945), un grande deposito di munizioni: al punto che si decise di procedere alla sua demolizione. Ma Santa Maria Bianca, ancora una volta, uscì indenne dalla disavventura! 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La storia dell'affresco - 3. Tra alterne vicende 

Come al solito, Napoleone

La vita intensa e fervorosa del santuario mariano durò fino agli inizi del secolo XIX, quando le solite soppressioni napoleoniche costrinsero gli Scalzi ad andarsene, mentre la chiesa fu dapprima chiusa e più tardi distrutta. L'affresco di Santa Maria Bianca rimase travolto e sepolto dalle macerie.

Un misterioso devoto

Qualche anno più tardi, un anonimo fedele percepì interiormente che la divina Madre soavemente lo spronava a ridonarle l'antico culto e, sobbarcandosi fatica e spese, trasse l'affresco dalle macerie e lo mise in salvo. Un gesto gentile, che nel Libro di Dio non è meno importante di quanto lo sia, nei libri di storia, la battaglia di Austerlitz.

L'immagine torna agli Scalzi...

Caduto Napoleone, gli Scalzi tornarono in possesso dell'immagine, che fu intronizzata nella nuova chiesa di Sant'Agostino (1886): ma qualche decennio più tardi (1920) si trasferirono nella sede attuale di via Garibaldi; la chiesa di Sant'Agostino fu soppressa. E Santa Maria Bianca...

...che ne fanno omaggio alle monache

.Santa Maria Bianca fu donata alla nostra comunità (1929), che ne è tuttora in possesso. In un primo momento l'affresco fu collocato nel modestissimo edificio di Borgo Felino; le monache, pur nella povertà dei mezzi a loro disposizione, cercarono di offrirgli il massimo decoro possibile, e commissionarono a una ditta del lucchese un altare di marmo intarsiato, che risultò mirabile per l'equilibrio e l'eleganza tipicamente toscani. La consacrazione dell'altare avvenne nel 1930, ad opera del Vescovo Guido Maria Conforti, che oggi la Chiesa venera con il titolo di beato.

 
La Madonna trasloca con noi!

Poi, quando la comunità si trasferì nell'attuale edificio di Via Montebello, anche la dolce e mite immagine di Maria fece trasloco; con un'abilità che ha del miracoloso, le maestranze rimossero l'altare di marmo e lo ricollocarono, perfettamente intatto, nella nuova chiesa di Via Montebello, ora l'affresco trova degna sistemazione alle spalle dell'altar maggiore, sopra il Tabernacolo: nel posto d'onore, dunque. E a lei abbiamo dedicato la nostra chiesa, che prende appunto il nome di Santa Maria Bianca.

Caterina Farnese, Principessa e Carmelitana